Categoria: psicoterapia

I ricordi che profumano: nulla sveglia un ricordo quanto un odore!

Un odore, un profumo appena sentito, riesce a risvegliare ad anni di distanza dettagli ed emozioni connesse a quel profumo.
L’odore dei banchi di scuola, il profumo della persona amata, l’odore della pizza cotta a legna, l’odore della torta della nonna, l’odore della sabbia bagnata, il profumo di un fiore possono liberare la nostra immaginazione ed in un attimo catapultarci in luoghi e tempi diversi.
Profumi, ricordi ed emozioni così intensi da sembrare concretamente presenti, così vividi da prendere con vigore la scena di quello che stiamo vivendo in quell’attimo.

Un profumo, attraverso l’attivazione della memoria episodica, rimaterializza persone e cose ed è capace di farci provare gioia, tristezza, malinconia.
Il nostro naso è una vera e propria porta di “accesso fisico” al nostro mondo emotivo. Il nostro olfatto è intimamente legato al nostro cervello.
Quando le molecole dell’odore di un profumo si connettono all’epitelio del nostro naso, viene inviato un segnale al bulbo olfattivo una piccola e sofisticata struttura posizionata appena sopra i nostri occhi dando inizio ad un viaggio nel tempo che ci farà percepire ricordi ed emozioni come reali.
Gli stimoli olfattivi sono le uniche percezioni che non passano per il talamo ma che sono percepite immediatamente.
L’olfatto è l’organo sensoriale più vicino all’ippocampo, una delle strutture cerebrali responsabili della nostra memoria. Ed è collegato al sistema limbico, che è il centro emotivo del cervello. Il resto dei sensi (la vista, l’udito, il gusto e il tatto), invece, devono percorrere una lunga strada prima di arrivare alle zone del cervello che si occupano della memoria e delle emozioni.

Non è un caso che bulbo olfattivo e ippocampo siano così vicini. Infatti, l’odore è connesso fortemente alla memoria episodica. Il nostro cervello ha indelebilmente associato le esperienze vissute e gli odori in cui queste si sono svolte. Basta che quell’odore si ripresenti, perché immediatamente dal nulla si ridesti in noi il ricordo e l’emozione dell’episodio ad esso associato.

Questo significa che la struttura stessa del nostro corpo e del nostro cervello è responsabile della capacità dell’olfatto di risvegliare in noi ricordi molto vivi e di riprodurre sensazioni che contengono quella miscela di sensibilità e tristezza che chiamiamo nostalgia.

Lo stimolo olfattivo fa accendere il bulbo olfattivo e l’ippocampo. È come premere un bottone: quel determinato odore, per una catena di associazioni incoscienti, riaccende la memoria.

La Psicoterapia: un emozionante viaggio alla scoperta di noi stessi.

L’obiettivo più importante della psicoterapia è che il paziente possa comprendersi come individuo e possa realizzare la sua personale visione delle cose.

“La terapia è un viaggio alla scoperta di sé. Non è un viaggio rapido, né facile e neanche privo di paure. In certi casi può prendere l’intera esistenza, ma la ricompensa è il sentimento che la vita non sia passata invano” (A. Lowen, 1994)

Lo psicoterapeuta ha l’arduo compito di capire il paziente e non solo; è importante che capisca anche se stesso, deve imparare a conoscere la propria anima e a prenderla sul serio: se egli non sa farlo, non potrà apprenderlo neppure il suo paziente.

“Quando una persona capisce di essere sentita profondamente, i suoi occhi si riempiono di lacrime. Io credo che, in un senso molto reale, pianga di gioia. È come se stesse dicendo: «Grazie a Dio, qualcuno mi ascolta. Qualcuno sa cosa vuol dire essere me.” (C. Rogers,1980)

Nella sua vita uno psicoterapeuta, grazie alla sua attività professionale, fa incontri che sovente hanno un significato anche per lui. Dagli incontri con i pazienti si apprende moltissimo – non solo come conoscenza scientifica, ma soprattutto come intuizione della propria natura; e gli apprendimenti più significativi sono la conseguenza di errori e sconfitte.

Il lavoro psicoterapico avvicina così tanto alla realtà umana che il terapeuta può definirsi un privilegiato. Gli incontri con la gente più varia, con tanti differenti livelli psicologici, sono un’inesauribile fonte di arricchimento per il terapeuta.

La psicoterapia è una meravigliosa ed affascinante avventura alla scoperta di se stessi e degli altri.
Grazie al lavoro su di sé è possibile conoscere limiti, punti di forza e debolezze.
Il viaggio alla scoperta di sé non finisce mai. Ci sarà sempre una nuova esperienza da provare, un luogo sconosciuto da visitare o una passione da scoprire ed ogni nuova scoperta sarà accompagnata da una maggiore consapevolezza.

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